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BEING SAPIENS

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Gianandrea

DIALOGO 10 Bocchi e Giacoma – Dialoghi sull’umano, fra scienza ed esperienza per un futuro vivibile

Nel decimo dialogo, conclusivo di questa prima serie, ci siamo lanciati ancora più in alto. Ci siamo divertiti ad interrogarci sul senso scientifico ed esistenziale delle capacità cognitive e soprattutto di autocoscienza della vita conosciuta nell’universo. Gianluca parte con Asimov cogliendo le potenzialità prospettiche della fantascienza, passando per Nicola Cesano con la sua proposta di dotta ignoranza. Io propongo due spunti, un interrogarsi dinamico sull’orlo del caos e l’accorgersi che l’angoscia e meraviglia che sottende la nostra tradizione filosofica non viene innescata solo osservando l’universo “fuori” ma anche guardando “dentro” il miracolo dell’autocoscienza. Che non è un guardare dentro di noi come entità nella scatola universo ma (senza inflazionare l’io) un guardare dentro il fenomeno di auto-coscienza dell’universo stesso. Navigando a vista in una dialettica tra ricerca scientifica e ricerca di senso. E’ nelle terre di mezzo, tra punti di vista, discipline, sensibilità, in una continua interrogazione dei limiti che può proseguire la navigazione a vista per uscire dalla eterna tarda modernità e lo stallo nichilista.

DIALOGO 9 – Bocchi e Giacoma – Dialoghi sull’umano, fra scienza ed esperienza per un futuro vivibile

In questo nono dialogo ci chiediamo come sia lo stato dell’arte contemporaneo dei fondamenti della conoscenza. A grandi linee si fondano su principi ondamenti di coerenza e interdipendenza dei sapere e dei punti di vista (metafora dei ciechi intorno all’elefante). Fondamentale la consapevolezza dei limiti e la continua indagine dei nostri limiti conoscitivi individuali e collettivi situati storicamente.
Questa consapevolezza radicalmente costruttivista, ma non relativista, porta ad enfatizzare prassi di esplicitazione:
• dei propri presupposti metafisici;
• del proprio punto di vista;
• i limiti strumentali e sperimentali;
• i limiti conoscitivi in quel ambito di ricerca.
Proponendo formalmente ipotesi falsificabili. L’incremento della conoscenza ruota proprio intorno all’indagine dei limiti e delle eccezioni. E’ importante ricordare che questo approccio non riduce e non esaurisce il mistero. Non c’è cognizione senza corpo, senza emozione e senza relazione. Sulla consapevolezza dello stato dell’arte dei fondamenti della conoscenza attuale si può rifondare un modello di managment, di prassi per collaborare in team.

DIALOGO 8 – Bocchi e Giacoma – Dialoghi sull’umano, fra scienza ed esperienza per un futuro vivibile

Ottavo di una serie di dialoghi tra Gianluca Bocchi e Gianandrea Giacoma. In questo video affrontiamo i limiti del riduzionismo e determinismo nello studio dei fenomeni cognitivi, mentali e coscienti.

DIALOGO 7 – Bocchi e Giacoma – Dialoghi sull’umano, fra scienza ed esperienza per un futuro vivibile

Settimo di una serie di dialoghi tra Gianluca Bocchi e Gianandrea Giacoma. Questa volta indaghiamo il rapporto tra le forme di conoscenza che mettono in risalto le caratteristiche comuni, universali dei fenomeni ed altri sguardi che mettono in risalto l’unicità di ogni singolo fenomeno. Qual’è il rapporto tra universalità e unicità? Come le scienze contemporanee hanno integraro la non replicabilità, la storicità e unicità di certi fenomeni? Quanto è importante riconoscere la propria unicità, la propria specificità, individuarsi? Perché è importante riconoscere il proprio punto di vista, la propria tipologia psicologica, il proprio stile cognitivo prevalente? Come mettere in relazione l’individuale con il molteplice, la specialismo con la transdisciplinarietà? Questo sono le domande che ci poniamo in questo settimo video.

DIALOGO 6 – Bocchi e Giacoma – Dialoghi sull’umano, fra scienza ed esperienza per un futuro vivibile

Sesto di una serie di dialoghi tra Gianluca Bocchi e Gianandrea Giacoma. Sembrerebbero esserci alcune costanti sfide esistenziali e psicologiche nella nostra specie. A. Il bisogno di certezze per ridurre l’angoscia esistenziale e consolare. B. Un bisogno pratico di prevedibilità per mettere entro certi limiti la qualità della vita. C. L’ipotesi che come umani mediamente tendiamo a cercare più la sicurezza che la verità, l’avere ragione che una maggiore verità condivisa. D. La difficoltà di mantenere alte capacità morali e psicologiche di chi assume un ruolo di leadership nelle comunità. Gianluca prova a collocare storicamente come nelle modernità si è tentato di fronteggiare queste sfide collettive esistenziali e psicologiche. Abbiamo forse troppo investito sulla capacità manipolativa della nostra intelligenza tenendo sullo sfondo la consapevolezza delle nostre incertezze psicologiche.

DIALOGO 5 – Bocchi e Giacoma – Dialoghi sull’umano, fra scienza ed esperienza per un futuro vivibile

Quinto di una serie di dialoghi tra Gianluca Bocchi e Gianandrea Giacoma. La crisi dei fondamenti della conoscenza prodotto dalla modernità solleva domande kantiane su cosa e come possiamo conoscere. Queste domande convergono pragmaticamente con domante fondanti le discipline psicologiche. Come creare un dialogo e miglior equilibrio tra la conoscenza in terza persona (scienza) e quella in prima persona (esperienza personale, fenomenologia)? Come conciliare la conoscenza statistica, media, delle costanti del fenomeno umano con la irriducibili della singolarità individuale? Come la comprensione della psiche e del mondo in cui creiamo conoscenza influenzano i modelli di umano adulto? Gianluca solleva i temi della rigidità della cultura accademica e tra i diversi spunti sottolinea anche il campo tutto da sviluppare della neurodiversità diffusa. Io sottolineo da un lato la necessità e urgenza di un incremento del livello medio di metacognizione nella popolazione dei paesi sviluppati. Dall’altro la differenza di velocità tra il creare tecnologia ed il conoscere se stessi.

DIALOGO 4 – Bocchi e Giacoma – Dialoghi sull’umano, fra scienza ed esperienza per un futuro vivibile

Quarto di una serie di dialoghi tra Gianluca Bocchi e Gianandrea Giacoma. Cominciamo a fare ipotesi di come la cultura moderna occidentale abbia plasmato la nostra mente. Una delle possibili ipotesi è quella proposta da Iain McGilchrist. Questo autore suggerisce che la cultura moderna occidentale abbia valorizzato principalmente l’emisfero sinistro che è cognitivamente indirizzato verso la ricerca di certezze, alla manipolazione del contesto per obiettivi pratici di sopravvivenza (riduce, scompone, analizza), rispetto al destro che è più orientato verso la ricerca di senso, l’analisi del contesto più ampio attraverso il quale dare senso ai singoli eventi (mette in relazione, visione sistemica, intuisce).

DIALOGO 3 – Bocchi e Giacoma – Dialoghi sull’umano, fra scienza ed esperienza per un futuro vivibile

Terzo di una serie di dialoghi tra Gianluca Bocchi e Gianandrea Giacoma. Riprendiamo dalla moderna rivoluzione scientifica avvicinandoci al ‘900, affrontiamo la sfida di mantenere l’attitudine (simil socratica) nella scienza di “sapere non sapere”. Nel ‘900 alcuni filoni della scienza mostrano come sia importante rimanere aperti all’imprevisto e all’incertezza, come opportunità di innovazione. Un difficile equilibrio sull’orlo del caos tra anarchia e rigidità. Ci chiediamo il ruolo di Popper su questo frangente. Chiudiamo con una riflessione sulla dinamicità “omeoretica” dei presupposti del conoscere e la necessità di incarnarli.

DIALOGO 2 – Bocchi e Giacoma – Dialoghi sull’umano, fra scienza ed esperienza per un futuro vivibile

Secondo di una serie di dialoghi tra Gianluca Bocchi e Gianandrea Giacoma. Riprendiamo dalla rivoluzione scientifica del ‘500 facendo un veloce excursus sino all’800 comprendendo il contesto storico, politico, culturale che ha portato alla crisi del fondamento del sapere, sino ad una sovravalutazione delle capacità umane, che poi nel ‘900 saranno messe in discussione. Questa densa sintesi comincia a farci intravedere alcune ipotesi filosofiche che potrebbero fondare lo stallo esistenzialmente del nichilistico inaugurato in occidente da Nietzsche e presente ancora oggi.

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